Le saracinesche: simbolo di una lotta che non chiude mai!

Le saracinesche sono state scelte come simbolo della continua lotta alla violenza sulle donne, quartiere per quartiere.

Infatti, purtroppo, quotidianamente, in Italia e nel mondo, ci sono donne che subiscono violenza. E che sia fisica, psicologica o economica non è sempre chiaro a tutte che la violenza: non è normale, si deve riconoscere, si può contrastare, non è giustificabile, non è un episodio isolato.

Soprattutto per questo quindi è necessario continuare a contrastare la violenza, anche quella più subdola; perché la violenza esiste e non va accettata!

Per questo progetto abbiamo scelto le saracinesche per farci sentire anche di notte, quando tutto sembra tacere.

Abbiamo scelto le saracinesche perché: una saracinesca chiusa ma dipinta può farci sentire meno soli e meno sole; una saracinesca chiusa ma dipinta può rendere meno spaventosa una via poco illuminata; una saracinesca chiusa ma dipinta può trasmetterci un messaggio incoraggiante in un momento difficile; una saracinesca chiusa ma dipinta può ricordarci quanto sia importante il proprio benessere psicofisico ma anche quanto sia fondamentale riconoscere la violenza e contrastarla e, non da meno, quanto sia rilevante la differenza tra un amore sano e un amore tossico; perché una saracinesca chiusa ma dipinta rompe il silenzio che è uno degli elementi che più rafforza la violenza.

Tutte le saracinesche dipinte e da dipingere sono messe a disposizione da singoli privati, da società, da collettivi, da associazioni il cui interesse comune è far parte del cambiamento, far rete e rafforzare sia l’informazione sul tema sia il network nel proprio quartiere. Insieme, sinergicamente, possiamo contribuire alla lotta alla violenza sulle donne. Insieme possiamo contrastare la violenza. Insieme possiamo promuovere forme di amore al sicuro. Insieme è più facile dire no.

LA CALL TO ACTION CON IED MILANO

Inoltre per le prime venti saracinesche, grazie a Davide Sottile e a Bob Liuzzo (docenti del corso di Grafica), è stato possibile creare una sinergia tra Libere Sinergie e IED Milano. Così a maggio studenti e studentesse, ex studenti ed ex studentesse, hanno liberamente preso parte ad AmAbilità. Ognuno ha proposto da una a tre grafiche, le quali, con grande difficoltà, sono state selezionate da una giuria formata da:

Giuseppe Bob Liuzzo e Davide Sottile; l’artista Giacomo Fumagalli (ALOHA Project); il fotografo Sha Ribeiro (Sha Ribeiro); gli artisti Nabla e Zibe (nablaandzibe); la giornalista e presidentessa di Another Scratch in the Wall Clara Amodeo (che ha avviato la sinergia IED/Libere Sinergie); la giornalista Lorella Beretta (responsabile delle comunicazione per Libere Sinergie); la presidentessa di Libere Sinergie Alessia Guidetti; la consigliera comunale e presidentessa della Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano Diana Alessandra De Marchi; la coordinatrice del progetto Amabilità Martina Sironi.

I primi venti progetti selezionati, così, hanno iniziato a prendere forma dalla carta/dal digitale alla saracinesca a partire da fine giugno 2020; la prima saracinesca realizzata è stata quella di Francesca Cassani in Via Nicola Romeo 5, presso il Ristorante A Casa di Rucci, grazie alla disponibilità di Renata, la proprietaria.

Di fatto ogni saracinesca realizzata o in programma è possibile grazie alla disponibilità di proprietari e proprietarie delle saracinesche e grazie al lavoro volontario degli artisti e delle artiste. Infatti ogni partecipante ha deciso di mettere a disposizione del progetto e più in generale della comunità la propria creatività, il proprio tempo e il proprio impegno per contribuire a suo modo alla lotta alla violenza sulle donne.

La CALL TO ACTION a cui con entusiasmo hanno risposto in moltissimi e moltissime aveva come obiettivo quello di trasmettere, in linea con il fine di AmAbilità, attraverso le saracinesche dipinte, un messaggio positivo. Ogni artista ha quindi proposto una o più grafiche in base alla sua personale riflessione sulla tematica riguardante la violenza sulle donne e in base alla sfaccettatura del tema che desiderava evidenziare. Di fatto è un argomento talmente ampio e talmente attuale che è interessante vedere come ciascuno e ciascuna sia riuscito a mettere in luce un aspetto differente e come, nonostante ciò, risulti sempre forte la presenza di un unico filo rosso conduttore che unisce le saracinesche.

Infatti pur avendo analizzato il tema da diversi punti di vista il risultato finale rimanda sempre ad un unico concetto di base: la violenza non è normale e bisogna saperla riconoscere; l’amore violento non è amore; alla violenza si può dire “no!“; la violenza nuoce a noi stessi e a chi ci sta intorno (soprattutto ai nostri figli e alle nostre figlie); la violenza può avere diverse forme ma può essere sempre contrastata; il silenzio rafforza la violenza ed è fondamentale romperlo; contro la violenza non si è mai sole o soli.

Ad ogni artista Libere Sinergie ha chiesto di descrivere se stessa/o e il proprio progetto. Così nella sezione “saracinesche” del sito è possibile leggere direttamente le parole di chi, con tanta professionalità, solarità ed impegno ha preso parte a questo progetto. In aggiunta sono anche riportate a piè di pagina le preziose sinergie nate con le persone e le realtà di ogni quartiere in questione… perché con grande piacere (e un poco di sorpresa) ovunque sia nata una saracinesca si è anche sentito e notato un forte senso di unione, di comunità e di condivisione. E ciò rafforza il senso pratico e metaforico di uno dei motti adottati da Libere Sinergie: DA SOLI SI VA VELOCI MA INSIEME SI VA LONTANO!