Una delle tre fasi di AmAbilità riguarda i murales. Essi vogliono essere un abbraccio intorno alla città contro la violenza sulle donne.

La loro realizzazione è affidata a una coppia di artisti, Nabla e Zibe, con la quale sono stati scelti quattro soggetti; due dei quali sono considerabili insoliti nell’ambito del comune discorso della violenza di genere. Questo è dovuto al fatto che uno degli obiettivi del progetto è proprio rivolgersi soprattutto a tutte quelle persone, adulte e non, che hanno paura di non farcela, che si autolimitano, che non credono in se stesse; quelle persone che, a causa di una violenza psicologica e/o fisica, si sentono deboli, inadatte e incapaci; quelle persone che ancora non conoscono l’incredibile forza che risiede in ognuno di noi; quelle persone che hanno paura di dire “no, io non ci sto!”; quelle persone che pensano che qualcuno possa privarle della loro libertà di pensare, di sognare, di vivere, di scegliere, di parlare, di lavorare, di amare e di essere amate; quelle persone che si sentono sole, incomprese e abbandonate; quelle persone che sono insicure; quelle persone che pensano di non poterci fare nulla e che nessuno farà mai nulla; quelle persone che hanno paura del pensiero e/o della reazione altrui; quelle persone che si sentono disilluse, affrante e impossibilitate; quelle persone che credono di non avere via di scampo.

La definizione dei protagonisti dei murales dunque è stata complicata per il semplice fatto che sono tante le persone, tra donne e uomini, che nella storia si sono distinte per coraggio, per forza d’animo e per molte altre caratteristiche da cui è dipesa la selezione risultante.

L’obiettivo di partenza è stato infatti scegliere persone che attraverso la loro storia (raffigurata graficamente sullo sfondo) potessero rappresentare un esempio positivo che possa essere in qualche modo di supporto, di sostegno e/o di incoraggiamento per chi si trovi a guardare, anche solo di sfuggita, uno dei quattro murales di AmAbilità. Un altro obiettivo però è anche trasmettere un messaggio, attraverso la storia dei personaggi scelti, che parli del fatto che è importante non voltare la faccia; che ci sia un legame di parentela, di amicizia, di lavoro e via dicendo, è fondamentale supportare e sostenere chi ci sta vicino e chi (anche più in generale) ha bisogno di una mano.

Rimane dunque imprescindibile il necessario contributo che ognuno di noi può dare per contrastare la violenza, per promuovere il benessere e le libertà personali, per aiutare il prossimo.

A ogni murale sarà associato un QRcode che rimandi alla pagina del sito di AmAbilità dove poter approfondire la storia rappresentata attraverso i colori delle bombolette.

Il primo murale è stato dedicato a Franca Viola e si trova al PACTA in via Dini. Il prossimo murale in programma invece sarà dedicato a Margherita Hack.