FRANCA VIOLA

“Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare, come farebbe oggi una qualsiasi ragazza: ho ascoltato il mio cuore, il resto è venuto da sé. Oggi consiglio ai giovani di seguire i loro sentimenti; non è difficile”.

IL CORAGGIO DI DIRE NO!

A Franca Viola è dedicato il primo murales di AmAbilità contro le violenze sulle donne. Franca Viola è stata scelta come simbolo iconico di coraggio, forza e determinazione. Lei infatti è stata la prima donna in Italia che, grazie anche al supporto della sua famiglia, ha detto di no. Ha detto no alla violenza, no al matrimonio riparatore, no a una vita che non desiderava, no alla mafia, no alla “paciata”, no ai meccanismi antiquati di una Sicilia anni Sessanta. Meccanismi che sono cambiati, così come è cambiato il codice penale, proprio grazie al coraggio e alla forza sua e dei suoi genitori. Questo murale infatti celebra una grande donna ma anche una figura paterna, Bernardo, che non ha avuto paura delle ritorsioni, delle male voci, delle conseguenze, del processo e della “terra bruciata”. Sì perché non è facile dire di no ma è più facile quando chi ti ama ti sostiene desiderando solo il tuo benessere e la tua serenità. Infatti la storia di Franca Viola ci insegna anche che ci sono uomini violenti a cui si può dire di no e ci sono uomini buoni e premurosi che ci possono supportare nelle nostre scelte. Di fatto un’altra figura che emerge da questo fattaccio è Giuseppe, l’uomo a cui era promessa, che l’ha aspettata e sposata nonostante tutto. Franca Viola, intervistata da Concita De Gregorio, ci dice che: “[…] ciascuno è libero fino all’ultimo secondo, che tutto quello che dipende da te è nelle tue mani. […] Ciascuno si fa con le sue mani. I fatti grandi della vita […] mentre accadono sono fatti piccoli. Bisogna decidere quello che è giusto, non quello che conviene“.

Per chi non lo sapesse era il 1966 quando Franca Viola, allora diciassettenne, è stata sequestrata e violentata dall’ex fidanzato. Lei, figlia di semplici persone, aveva interrotto la relazione quando aveva scoperto che lui era un affiliato alla mafia e ciò comportò per la Famiglia Viola numerose minacce e intimidazioni da parte di Melodia e dei complici. Lui pensò di farla sua con la violenza, indisposto ad accettare un rifiuto, approfittando del vigente matrimonio riparatore previsto dal codice penale italiano. Lei si rifiutò, sostenuta dalla famiglia, e lottò in tribunale per la condanna dell’uomo e dei suoi complici. Franca Viola che per i compaesani non aveva rispettato la tradizione affermò “l’onore lo perde chi le fa certe cose non chi le subisce“.

Il murale a Franca Viola si trova su uno dei muri del Pacta Dei TeatriPACTA dei Teatri Salone via Dini ed è stato pensato e realizzato da Nabla and Zibe.

Al PACTA si trova ora anche una panchina rossa, simbolo della lotta contro le violenze di genere. È una delle 4 panchine che abbiamo dipinto nel quartiere Gratosoglio ed è una delle tante che coloreremo nei prossimi mesi in giro per Milano con il progetto AmAbilità di Libere Sinergie.

Ringraziamo per il sostegno morale e concreto per la realizzazione del murale dedicato a Franca Viola e delle panchine rosse a Gratosoglio Municipio 5 – Comune di Milano e il suo presidente Alessandro BramatiCittà metropolitana di Milano e Giorgio Mantoan.